Ecco a voi ...

Questo è uno spazio ricco di spunti e un luogo di scambi costruttivi

martedì 18 agosto 2009

pillole di grafica...

“[…] A proposito di educazione estetica, non è necessario insegnare ai bambini la sezione aurea, ma è sufficiente sviluppare in loro la creatività. Supponiamo di trovarci con uno o più bambini in una spiaggia piena di sassi. Non si può giocare con la sabbia, non si possono fare castelli e nemmeno buche. Che cosa può fare un bambino? Osservare i sassi, cercare sassi curiosi, quei sassi con segni bianchi che possono far venire in mente tante cose, sassi con segni circolari o rettilinei, o tanti segni che sembrano tanti rami. Ecco che basta disegnare un uccello dietro a questi rami che il sasso diventa una cosa magica.”

(Arte come mestiere, Bruno Munari)

L'Educazione Visiva è una disciplina che oggi, seppur in una società tecnologicamente avanzata e dove tutti i messaggi utilizzano anche in minima parte le immagini, non viene ritenuta fondamentale per la crescita dei ragazzi. Si impara a leggere e a scrivere, si impara a disegnare ma non a Vedere oltre le apparenze.
La TV, mezzo in cui le immagini la fanno da padrone, viene vista allo stesso modo in cui si vede la realtà esterna, perchè la Vista, nei più giovani, non è abituata a vedere oltre.
La realtà può anche essere così come la vediamo, una casa, un cane, una fermata dell'autobus...ma i messaggi pubblicitari non possono essere visti attraverso questa lente, serve l'educazione visiva, per riuscire a sviluppare una capacità critica nei ragazzi per renderli in grado di criticare ciò che gli circonda.

lunedì 10 agosto 2009

Rifare il trucco a una città

"Place-branding"

Il logo di Liverpool Capitale della Cultura 2008 ammicca dai lampioni e dalle aiuole, decora un palazzo di uffici e occhieggia in innumerevoli pubblicità, è semplicemente ovunque!
(arts n°130 Novembre 2008)


Questo logo è diventato sinonimo del programma di eventi della Capitale della Cultura e più in generale del rinnovamento del centro storico della città.



Le città hanno più bisogno di distinguersi rispetto al passato, Steve Nicholas della Creative Lynx, è uno dei numerosi creativi assunti dal comune e agenzie di sviluppo regionale per dare uno slancio in più alle rispettive località.



Le campagne pubblicitarie finalizzate ad esaltare le virtù di una località e i logo intesi a promuovere la città sul piano commerciale non sono una novità, nel 1977 Milton Glaser con I love NY :
Tuttavia la campagna urbana di Liverpool è qualcosa di più complesso di una semplice campagna promozionale.

Il "Place-branding" è una novità: l'espressione è stata coniata solo nel 2001 da Simon Anholt.

Più che una semplice campagna di marketing, una campagna di place-branding è un progetto in cui un nuovo logo viene utilizzato come simbolo visuale di un rilancio strategico di grandi proporzioni.

Secondo le istruzioni, il marchio doveva essere unico e incarnare la personalità di Liverpool; inoltre, doveva essere facile di ricordare e flessibile, longevo.

Il progetto dell'agenzia è stato realizzato in 30 colori diversi e copywriter e illustratori hanno contribuito alle fasi strategiche della campagna, della durata di due anni.


Liverpool la città del calcio e della musica pop, ma è anche molto più di questo..è una città con moltà creatività che deve essere messo in evidenza e così è stato fatto, l'unico modo per farlo è un rilancio d'immagine.
Anche opere di questo tipo, anche se in dimensioni ridotte potrebbero essere efficaci per rilanciare il turismo e le nostre città, anche da un punto di vista più commerciale, per aumentare i negozi e i posti di svago per i ragazzi, biblioteche più grandi, nuove segnaletiche...
Nuova creatività per vivere nelle nostre città in modo diverso, e perchè no, anche valorizzare la nostra tradizione.

martedì 4 agosto 2009

Sorridi, è il nuovo logo!



Pepsi dopo aver dato una lunga occhiata al suo marchio, ha deciso che era ora di rinnovarlo. Il classico simbolo rosso, bianco e blu ha ottenuto il suo restyling, ed è nato uno "smile".


Secondo Advertising Age "il marchio Pepsi sarà caratterizzato da una risata".

La risposta al nuovo stile è stata eterogenea ma è impensabile che si manifesti anche solo un rifiuto tale da imporre il ripristino del vecchio marchio.

L'unico punto messo in discussione forse è lo smile, i responsabili commerciali devono aver avuto i loro grattacapi nel decidere come vendere l'idea a Pepsi. Se lo smile è venuto per caso è troppo poco e poco professionale, infatti poi di base ci sono stati molti studi e ricerche incentrati sui sorrisi!

Quando un noto brand decide di aggiornarsi, lo fa per adattarsi ai tempi, per avvicinarsi al pubblico che è sempre meno calcolabile nelle sue scelte.

Complimenti allora a Arnell Group, l'agenzia che ha fatto uno splendido lavoro.



Il duo di animatori Smith & Foulkes ha realizzato una nuova pubblicità per Coca-cola.

Nello spot, che in Italia non è stato ancora diffuso, compaiono attori reali che si trasformano in avatar digitali, viene presa in giro l'idea di avere un alter ego on-line.

Nel fare questo, i registi, creativi e programmatori hanno dovuto superare numerose difficoltà tecniche, girando numerose carrellate di immagini, integrandovi i personaggi 3D e applicandovi quindi trasparenze e bagliori.

Il messaggio è : mettete da parte la facciata e collegatevi alle persone reali.

Questo spot che ha bisogno di essere guardato almeno due volte prima di riuscire a comprendere fino in fondo il significato, veicola un messaggio commerciale, sponsorizzare un brand, ma non si ferma a questo con finalità puramente commerciali, il messaggio viene caricato di una qualche utilità sociale, un messaggio che cerca di suscitare una qualche reazione in chi guarda, non solo la vendita della nota bibita, ma qualcosa che va oltre...

Lo spot è privo di voci, un messaggio che non è banale, anche se il brand è notissimo ricerca sempre di creare emozioni nuove nel suo interlocutore, questo è stato un ottimo lavoro dal mio punto di vista, poichè sarebbe stato molto più facile far parlare i personaggi in maniera chiara e schietta, o presentare il noto brand in maniera esplicita.

lunedì 3 agosto 2009

Total-Photoshop

Se la comunità della grafica digitale è in larga parte internazionale, a volte avere risorse nella propria lingua è molto comodo!
www.logicimage.it
www.total-photoshop.com

venerdì 8 maggio 2009

Spot "New Renault Scenic 2009" http://www.youtube.com/watch?v=NpbA9hRaz5A
In riferimenento al Diritto dell'informazione e della comunicazione, questo spot, a mio avviso, va a ledere il significato che la Chiesa e il diritto canonico danno della famiglia.
Di conseguenza, secondo il Diritto, l'informazione e i mezzi di comunicazione sociale devono svolgere il loro compiti e veicolare significati e valori per la crescita sana della società.
Veicolare un messaggio commerciale, in cui viene resa esplicita la mancanza di un clima familiare autentico, non è educativo e non veicola neppure un messaggio incorraggiante per lo sviluppo di un clima familiare autentico.

venerdì 24 aprile 2009

Bruno Munari

Citazione

« Quando qualcuno dice:
questo lo so fare anch'io,
vuol dire che lo sa rifare
altrimenti lo avrebbe già fatto prima. »
(Bruno Munari, Verbale scritto, 1992)

Doveroso questo riconoscimento.
A me è capitato di sentir dire davanti ad un'opera d'arte, manifesto, fotografia, film, "lo so fare anche io", detto cecondo me, in modo relativistico.
La sensazione, dopo due anni di corso universitario in Filosofia ed Estetica, è di un gran mal di pancia.
L'opera d'arte è determinatissima, è materialmente presente ma è anche aperta ai molti significati derivanti dall'interpretazione. MA non può mai il soggetto imporsi sull'oggetto e viceversa.
Per capire l'intenzione dell'artista bisogna conoscerlo nella sua manifestazione storica, allo stesso modo, l'opera d'arte è sempre aperta, è viva e consente di andare oltre.

Qui secondo me sta la differenza tra il fare a caso e il fare per un motivo.